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Diario
5 aprile 2012
il per sempre è fatto di molti adesso.
Vai vai tanto non è l'amore che va via Vai vai l'amore resta sveglio anche se è tardi e piove ma vai tu vai rimangono candele e vino e lampi sulla strada per Destino
Vai vai conosco queste sere senza te lo so, lo sai il silenzio fa il rumore de tuoi passi andati ma vai, tu vai conosco le mie lettere d'amore e il gusto amaro del mattino
Ma non è l'amore che va via il tempo sì ci ruba e poi ci asciuga il cuor sorridimi ancor non ho più niente da aspettar soltanto il petto da uccello di te... soltanto un sonno di quiete domani...
Ma vai, tu vai conosco le mie lettere d'amore e il gusto amaro del mattino
lo so lo sai immaginare come un cieco e poi inciampare in due parole a che serve poi parlare per spiegare e intanto, intanto noi corriamo sopra un filo, una stagione, un'inquietudine sottile.
Ma, non è l'amore che va via il tempo sì, ci ruba e poi ci asciuga il cuor sorridimi ancor non ho più niente da aspettar soltanto il petto da uccello di te... soltanto un sonno di quiete domani.
off
| inviato da ninni il 5/4/2012 alle 12:37 | |
16 marzo 2012
dalla merda non ci esci profumata chanel.
è come accarezzare l'idea che avresti potuto essere felice, ma non ci sei riuscita. ti avevano dato le persone e le opportunità ad hoc e tu le hai sprecate, scegliendo e praticando vie e vite sbagliate.
riflessione poco profonda delle 1.54 dopo bicchieri due di martini-prosecco.
off
| inviato da ninni il 16/3/2012 alle 1:50 | |
14 marzo 2012
autoriflessi. autoreferenziali.
ho sognato un bambino deforme, coi capelli neri, il body bianco, lo prendevo in braccio tenendolo sulla pancia e lui vomitava, in un getto unico. si vede che non sono mica tanto serena in questo periodo, anche se l'esigenza di stare bene non è mai stata più pressante. o forse no, non saprei. mi hanno invocata in tutti i modi di cercare di essere positiva, perchè in fin dei conti i pensieri negativi paiono avere in sè una specie di energia capace di influenzare anche le altre persone. non riesco a dire basta, perchè le cose sono cambiate in modo troppo brusco e repentino, portandosi via la mia parte migliore, di vita, di me. è come nascere e morire poco dopo, senza avere il tempo di vivere un pò, tanto da riuscire a fare un paio di errori e rimediarli. almeno. cazzo. sono entrata in una specie di cosmo chiuso in cui io sono sempre l'imputata principale o forse unica, dove metto in discussione ogni particella di me stessa rischiando di smarrire e di dimenticarmi chi sono e quanto forte e ostinatamente devo lottare per affermarmi. credo che le persone detestino vedere gli altri stare male, perchè sono come dei segnali luminosi che ricordano quanto la vita sia maledettamente noiosa e senza scopi, in realtà. per cui tutti mi ammoniscono di essere felice ma io ho perso lei e con lei se n'è andata una fetta di atmosfera, precisamente quella che mi permetteva di sopravvivere. era la prima volta nella mia vita in cui mi abbandonavo a quella specie di quotidianità che prevede andare a negozi con un'amica, bere caffè, aperitivi e birre chiare con un'amica, parlare delle mie paranoie mentali e poter piangere e fare discorsi contorti o solo semplicemente sapere di essere ascoltata per ore, da un'amica. soprattutto era qualcosa che mi dava stabilità e la certezza che qualcuno, almeno un essere su tutto il pianeta, mi apprezzava e lo avrebbe fatto in tutti i momenti significativi della mia vita, un'amabile amica che trionfa in tutti i miei ricordi migliori e che ora non solo non c'è più, ma non c'è mai stata forse e nutrendo e covando pensieri di paura per me, dona i suoi sorrisi altrove, ad un pugno di persone chiuse in una stanza, a discorsi piatti e cantilenanti, ad una parvenza di novità che si vela di usuale camuffato di esperienza. inizia la primavera e il mio sole è già spento, come se fossi passata dal fine inverno all'inizio inverno, senza passare per il via, per l'estate. e poi odio dover rispettare impegni che mi sono presa quando avevo la sindrome da nuove conoscenze per arricchire la vita svuotata da lei e che ora non sopporto e mi urtano l'umore e le giornate. vorrei un gatto siamese, una pianta di limoni e forse anche una di rose, un luogo tutto mio e il coraggio di accettare ciò che non si può cambiare.
Ho bisogno di silenzio come te che leggi col pensiero non ad alta voce il suono della mia stessa voce adesso sarebbe rumore non parole ma solo rumore fastidioso che mi distrae dal pensare. Ho bisogno di silenzio esco e per strada le solite persone che conoscono la mia parlantina disorientate dal mio rapido buongiorno chissà, forse pensano che ho fretta. Invece ho solo bisogno di silenzio tanto ho parlato, troppo è arrivato il tempo di tacere di raccogliere i pensieri allegri, tristi, dolci, amari, ce ne sono tanti dentro ognuno di noi. Gli amici veri, pochi, uno? sanno ascoltare anche il silenzio, sanno aspettare, capire. Chi di parole da me ne ha avute tante e non ne vuole più, ha bisogno, come me, di silenzio.
off
| inviato da ninni il 14/3/2012 alle 19:20 | |
25 febbraio 2012
ma tu, se non sei stata te stessa, chi cazzo sei stata? voglio dire, era la mia vita. puttana.
Ci vogliono pensieri puri per i tempi duri, e anche qualche esame di coscienza.
ci sono cose inaccettabili, in questa vita,
cose a cui si deve dire no.
non basta avere schifo, riprovazione o criticare sottovoce,
serve proprio opporsi fisicamente, con decisione e ostinazione
non tanto per avere la speranza di cambiare l'ordine del mondo
(ahimè, così va il mondo è il clichè più vero della storia dei clichè)
ma per mettere in una condizione di giusta pace e dignità la vostra striminzita coscienza. voglio dire.
urlare dalla finestra nomi e cognomi, potrebbe essere un bel modo, per smaltire rabbia?
siamo tutti diversi e siete sempre gli stessi, hai dato il massimo ma non basta mai
e devi capire perchè ognuno è fatto a modo suo, per fortuna meno male.
personalmente, certe cose e/o persone non è che non riesco ad accettarle,
è che sono proprio un insulto alla mia intelligenza.
è come poter scegliere tra cioccolato fondente e al latte
e optare per la merda, perchè è gratis e a portata di mano.
so che è poco poetico ma se l'ego urla cosa faccio, finta di di non sentire?
se non mi basta, se ho bisogno di cose migliori, di persone più valide,
se semplicemente vi avevo considerato più di quello che effettivamente siete,
se alla fine dei conti, mi ero sbagliata,
non posso rettificare?
sì che posso. e vedere come sguazzate nei cerchi di ignavia e presunzione, di falsa intelligente ammantata di qualche libro tascabile feltrinelli e qualche viaggio qua e là, mi fa ridere e gettare.
Apprezzo le persone che scelgono di non scegliere, quelle che percepiscono la pressione che il mondo esercita sulle loro deboli sensibilità (e palle) e che quindi preferiscono restare a guardare, opponendo una fiera ma passiva resistenza al tutto che va a rotoli. si proclamano incapaci di qualsiasi cosa e di solito si dedicano alle arti, che tanto le arti non portano a nulla e sono solo per sognatori, eroi e topi da biblioteca o centro sociale.
voi invece, vi vestite di presunzione da paese, di quella che vi fa credere di valere qualcosa quando in realtà non valete nulla, di quella che non conosce confronto alla pari, solidarietà nè tanto meno il buon senso di stare nel mondo. guardate le sfilate di vivienne westwood e credete che sia sovversiva, leggete fabio volo, la mazzantini e i romanzi patinati con le foto degli autori in bianco e nero stile usa. ascoltate rock perché fa da uno che ne sa, vi squadrate il culo sui divani e ammirate chi ha amici internazionali, fa pensieri più profondi di quelli che potrebbe partorire un coglione qulunque e soprattutto dio vi ha dato quel pizzico di materia grigia per accorgervi delle cose, ma non il coraggio di cambiarle, in alcun modo.
dal partito dei grandi ideali, delle grandi illusioni, dei grandi sentimenti e dei giganteschi inculoni, barricata dietro a un muro di orgoglio, parole al vento e tentativi falliti, vi guardo sopravvivere e me la rido. non è vero, a ridere ancora non ci riesco, ma ci sto lavorando. giuro.
off
| inviato da ninni il 25/2/2012 alle 19:29 | |
7 febbraio 2012
paranoie del mio cazzo. sigla!
se non mi saluti e c'hai trent'anni sonati o hai qualcosa da nascondere o c'hai la coda di paglia o sei una testa di cazzo. opto per la tre.
off
| inviato da ninni il 7/2/2012 alle 0:3 | |
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